Equity crowdfunding: cos’è e come funziona

L’espressione equity crowdfunding deriva dalla fusione delle parole “funding” (raccolta di risorse finanziarie) e “crowd” (folla). Attraverso questo innovativo strumento di finanziamento, come dice il termine stesso, le aziende possono raccogliere risorse finanziarie, prevalentemente on equity crowdfundingline, in cambio di quote / azioni della società, detta appunto, “equity”. Così, chi decide di sostenere il progetto diventerà a tutti gli effetti un socio dell’azienda che ha promosso la campagna di raccolta fondi. Si tratta, dunque, di un vero e proprio strumento di finanza alle imprese alternativo al canale bancario. L’operazione di equity crowdfunding, denominata campagna, avviene principalmente su portali online autorizzati che mettono in contatto le imprese (che lanciano campagne di raccolta di risorse finanziarie destinate alla realizzazione di progetti e/o investimenti) con i potenziali investitori, ai quali, a fronte dell’immissione di capitale, saranno attribuite quote societarie.

La possibilità di lanciare campagne di equity crouwdfunding è riservata alle startup e PMI innovative e, da quest’anno, a tutte le PMI.

In Italia sempre più società fanno ricorso all’equity crowdfunding per finanziare i propri investimenti e, come si evince dal secondo “Report italiano sul CrowdInvesting”, presentato lo scorso 12 luglio a Milano, il ricorso a tale strumento è in forte crescita: nell’intero esercizio 2016, infatti, i progetti chiusi con successo sono stati 19 (per una raccolta complessiva pari a 4,3 milioni di Euro) e soltanto nei primi 6 mesi del 2017 in Italia sono state concluse con successo 23 campagne (progetti che hanno raggiunto gli obiettivi di raccolta che si erano prefissati), per una raccolta complessiva pari a 5 milioni di Euro e un tasso di successo del 66%.

I vantaggi del ricorso all’ equity crowdfunding come strumento di finanziamento sono molteplici e riguardano sia l’impresa che ottiene l’immissione di nuova finanza (a fronte della cessione di quote / azioni) sia i finanziatori.
I finanziatori, infatti, possono godere di incentivi fiscali costituiti da detrazioni/deduzioni del 30% per le persone fisiche e giuridiche che investono in startup e PMI innovative.
In quanto alle aziende che promuovono una campagna, agli immediati benefici derivanti dalla raccolta di risorse finanziarie, l’ingresso di nuovi soci è un elemento di particolare rilevanza: questi ultimi, infatti, potrebbero essere in grado di mettere al servizio della società il proprio network di contatti professionali (potenziali nuovi clienti, fornitori, partner, ecc.). Non sono trascurabili, inoltre, i benefici sotto il profilo del marketing. Non ultimo, attraverso gli investimenti effettuati unitamente al successo della campagna, creano un aumento della visibilità verso il mercato e la comunità finanziaria.

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