Imprese femminili: requisiti e agevolazioni

Le imprese femminili sono persone giuridiche che vanno ormai crescendo nello strato economico e imprenditoriale del nostro Paese. Rispetto al “comune sentire” le numerose agevolazioni messe in campo rappresentano opportunità importanti e imprese femminilisignificative. Le azioni messe in campo, prevalentemente con iniziative regionali statali ed europee, vanno dai finanziamenti, le garanzie statali nonché significativi sgravi fiscali e sono rivolte non solo alle imprese già costituite ma anche alle costituende. Le iniziative di supporto inoltre, sono dedicate anche a finanziare e/o agevolare la costituzione dell’impresa.

Il “sentire comune” è più che giustificato ed in parte rispondente alla realtà. Tuttavia c’è un altro lato della medaglia che rappresenta lo stato attuale dei fatti e ancor più la cultura. Ad esempio:

cos’è l’impresa femminile?

Quali sono i requisiti per cui l’impresa è definita femminile e può, di conseguenza, accedere ai vantaggi rappresentati dalle azioni messe in campo dedicate? 

La definizione è fornita dall’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), della legge 25 febbraio 1992, n. 215:
le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da donne;
le società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
le imprese individuali gestite da donne, che operino nei settori dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio, del turismo e dei servizi;
le professioniste.

Vale la pena notare che la stessa legge del 25 febbraio 1992, n. 215 è denominata: “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” ed evidentemente rappresenta il riferimento normativo quadro per la predisposizione di quanto concerne gli aiuti alle imprese femminili.

All’interno della stessa già si trova l’istituzione di un fondo dedicato, contributi e sgravi fiscali di diversa natura e le varie modalità di concessione e, non ultimo, l’istituzione presso il MISE (ministero per lo Sviluppo economico) del “Comitato per l’imprenditoria femminile” il cui compito è quello di indirizzare e programmare gli interventi previsti dalla legge stessa che lo istituisce nonché promuovere lo studio, la ricerca e l’informazione sull’imprenditorialità femminile.

Fatto di particolare rilievo, ancora, è che beneficiari delle azioni, fondi e tutte le altre misure sono tutti quegli enti che, direttamente o indirettamente favoriscono l’accesso al mondo imprenditoriale da parte delle done. La lettera b) dell’articolo 2, infatti, specificatamente determina che sono beneficiari oltre alle imprese femminili anche “le imprese, o i loro consorzi, le associazioni, gli enti, le società di promozione imprenditoriale anche a capitale misto pubblico e privato, i centri di formazione e gli ordini professionali che promuovono corsi di formazione imprenditoriale o servizi di consulenza e di assistenza tecnica e manageriale riservati per una quota non inferiore al 70 per cento a donne.

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