Assumere dipendenti: gli aiuti alle imprese ci sono

Assumere dipendenti è di fatto un aspetto essenziale per la vita di un’impresa. Sono molti gli strumenti disponibili per farlo senza dover sostenere costi eccessivamente onerosi.

Oggi, considerate le difficoltà economiche in cui versano la maggioranza delle PMI italiane assumere dipendenti, Assumere dipendentioltre che burocraticamente complesso, è oneroso e difficile da mettere in atto.

In questo modo, però, si genera uno stato di fatto che somiglia ad un cane che si morde la coda: per lavorare l’impresa ha bisogno di dipendenti ma assumere dipendenti costa troppo rispetto alle capacità economiche che quello stesso lavoro creerebbe nelle casse dell’impresa. Così, si crea uno stato di impossibilità nel decidere di lavorare per crescere in quanto antieconomico. 

In effetti, però, sono numerosi gli strumenti per assumere dipendenti godendo di vantaggi, anche significativi!

In effetti esistono degli strumenti cui le imprese possono fare ricorso. E’ possibile cercarli, e trovarli, fra le opzioni messe a disposizione dagli enti pubblici (progetti che prevedono periodi di tirocinio o formazione in azienda, ad esempio) o tramite incentivi o sgravi fiscali dedicati a chi assume a vario titolo dipendenti o collaboratori appartenenti a categorie particolari o con requisiti particolari.

In molti casi, l’aiuto è rivolto non direttamente all’azienda bensì al lavoratore stesso, (parliamo sostanzialmente dei casi in cui è l’ente pubblico a riconoscere un’indennità al lavoratore) con la conseguenza che l’impresa può dotarsi di una risorsa umana senza dover sostenere costi direttamente.

In linea generale, i sostegni sono rivolti alle aziende che decidono di assumere dipendenti
– appartenenti alle categorie protette;
– in situazione di forte svantaggio economico personale o familiare:
– in situazione di potenziale esclusione del mondo del lavoro.

E’ stato elaborato un elenco con quelle che sono le maggiori opportunità disponibili allo stato attuale e segnaliamo che un team di consulenti esperti nel settore selezionato fra i professionisti che partecipano al Centro studi economici e finanziari, è a disposizione per
chiarimenti
supporto, ove di utilità, nella valutazione
avvio del percorso di assunzione

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Sindrome del debito ingiusto dell’imprenditore

La “sindrome del debito ingiusto” dell’imprenditore: un dramma emerso “grazie” alle conseguenze sulle persone di politiche bancarie che ignorano la propria responsabilità pubblicistica. Ma, che le banche non siano la punta dell’iceberg?! Fisco e ricorso al credito illegale quanto pesano?
La sindrome del debito ingiusto è stata inquadrata fra le malattie del III millennio da uno studio realizzato dal Prof. Vento, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Mobbing – Bossing in collaborazione con gli psicologi Gilberto Di Benedetto e Stefano Benemeglio. La patologia colpisce gli imprenditori in difficoltà ed i sintomi vanno da un forte esaurimento che può degenerare in “delirio di rovina” a disturbi cardiocircolatori finanche all’eccesso di alcol e fumo oppure ancora la totale asocialità.
Fatto di rilievo è che la sindrome del debito ingiusto crea anche alterazione della memoria e incapacità di concentrazione, due fattori fondamentali per l’imprenditore nello svolgimento della sua attività.
Il S.A.V.I.B. (Sindacato Autonomo delle Vittime Bancarie) è costituito da un team di legali, psichiatri, psicologi e imprenditori coordinati dall’Avv. Giuseppe Troise e al fine di poter prefigurare cause collettive contro le banche per danni biologici, ha commissionato al Prof. Vento uno studio sulle potenzialità di tale intuizione. Quello che è emerso è che la sindrome del debito ingiusto è a tutti gli effetti una patologia. Ma il dramma sostanziale risiede nel fatto che il fenomeno non è circoscritto a casi che riguardano singoli individui, caso che seppur grave, sarebbe “controllabile”. Qui il dramma è di natura collettiva e bene è stato illustrato dal Dott. Di Benedetto: “Si toccano le iniziative imprenditoriali degli italiani, scoraggiando lo spirito d’iniziativa di ardimentosi che si sono ritrovati con il conto corrente in rosso”.
La terapia messa a punto è costituita da ansiolitici e antidepressivi. Nei casi in cui sussistono componenti deliranti si aggiungono neurolettici e ipnotici contro l’insonnia. In tutti i casi, la terapia farmacologica deve essere coordinata con un ciclo di psicoterapia che serve a riordinare i rapporti sociali con la famiglia e con il resto della società.
Fin qui abbiamo descritto il fenomeno della sindrome del debito ingiusto nei suoi casi “positivi”. Cosa di peggio? Infarto e suicidio. La sindrome del debito ingiusto, quando deriva di situazioni di drammi che l’imprenditore considera insormontabili, può arrivare a “pagare i debiti” prima nella gestione delle cose, della famiglia dei rapporti sociali e poi, a volte, anche con la vita… La “sindrome del debito ingiusto” dell’imprenditore: è emerso “grazie” alle conseguenze sulle persone di politiche bancarie che perseguono il profitto finanziario fino al punto di ignorare la responsabilità pubblicistica che gli è propria. Ma, che le banche non siano soltanto la punta dell’iceberg?! Le politiche fiscali cosa generano? Il conseguente ricorso al credito illegale cosa crea? Queste e altre mille domande troverebbero risposta e soluzione se chi ne è causa aderisse al proprio ruolo e si assumesse le proprie responsabilità.

Imprese femminili: requisiti e agevolazioni

Le imprese femminili sono persone giuridiche che vanno ormai crescendo nello strato economico e imprenditoriale del nostro Paese. Rispetto al “comune sentire” le numerose agevolazioni messe in campo rappresentano opportunità importanti e imprese femminilisignificative. Le azioni messe in campo, prevalentemente con iniziative regionali statali ed europee, vanno dai finanziamenti, le garanzie statali nonché significativi sgravi fiscali e sono rivolte non solo alle imprese già costituite ma anche alle costituende. Le iniziative di supporto inoltre, sono dedicate anche a finanziare e/o agevolare la costituzione dell’impresa.

Il “sentire comune” è più che giustificato ed in parte rispondente alla realtà. Tuttavia c’è un altro lato della medaglia che rappresenta lo stato attuale dei fatti e ancor più la cultura. Ad esempio:

cos’è l’impresa femminile?

Quali sono i requisiti per cui l’impresa è definita femminile e può, di conseguenza, accedere ai vantaggi rappresentati dalle azioni messe in campo dedicate? 

La definizione è fornita dall’articolo 2, comma 1, lettere a) e b), della legge 25 febbraio 1992, n. 215:
le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da donne;
le società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
le imprese individuali gestite da donne, che operino nei settori dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio, del turismo e dei servizi;
le professioniste.

Vale la pena notare che la stessa legge del 25 febbraio 1992, n. 215 è denominata: “Azioni positive per l’imprenditoria femminile” ed evidentemente rappresenta il riferimento normativo quadro per la predisposizione di quanto concerne gli aiuti alle imprese femminili.

All’interno della stessa già si trova l’istituzione di un fondo dedicato, contributi e sgravi fiscali di diversa natura e le varie modalità di concessione e, non ultimo, l’istituzione presso il MISE (ministero per lo Sviluppo economico) del “Comitato per l’imprenditoria femminile” il cui compito è quello di indirizzare e programmare gli interventi previsti dalla legge stessa che lo istituisce nonché promuovere lo studio, la ricerca e l’informazione sull’imprenditorialità femminile.

Fatto di particolare rilievo, ancora, è che beneficiari delle azioni, fondi e tutte le altre misure sono tutti quegli enti che, direttamente o indirettamente favoriscono l’accesso al mondo imprenditoriale da parte delle done. La lettera b) dell’articolo 2, infatti, specificatamente determina che sono beneficiari oltre alle imprese femminili anche “le imprese, o i loro consorzi, le associazioni, gli enti, le società di promozione imprenditoriale anche a capitale misto pubblico e privato, i centri di formazione e gli ordini professionali che promuovono corsi di formazione imprenditoriale o servizi di consulenza e di assistenza tecnica e manageriale riservati per una quota non inferiore al 70 per cento a donne.

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Garanzia Giovani o Youth Guarantee

Il Programma Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è il Piano europeo, inserito nel più vasto Fse (Fondo sociale europeo), dedicato alla lotta alla disoccupazione giovanile.
Nonostante la precisa finalità di sostegno ai giovani, la misura è di forte impatto anche per le imprese che aderendo possono garanzia giovanigodere di
– bonus occupazionali per le nuove assunzioni
– incentivi specifici per l’attivazione di tirocini e contratti di apprendistato
– trasformazione di un tirocinio in contratto di lavoro
Per i giovani che intendono perseguire le strade dell’autoimpiego o dell’autoimprenditorialità la misura prevede che siano messi a disposizione strumenti di accesso al credito.

La misura Garanzia Giovani è attuata nei Paesi con un tasso di disoccupazione superiore al 25% attraverso stanziamenti particolari per la realizzazione di misure rivolte ai giovani che non sono
– impegnati in un’attività lavorativa
– inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training)

La misura Garanzia Giovani è attuata in Italia attraverso il Programma operativo nazionale (Pon) Iniziativa Occupazione Giovani (IOG) la cui gestione è affidata all’Anpal. In ragione della natura dei servizi e delle misure previste, il programma è attuato in forte sinergia con le Regioni nella loro qualità di organismi intermedi.
A seguito della “Raccomandazione europea del 22 aprile 2013 sull’istituzione di una garanzia per i giovani” pubblicata dall’Unione europea in Gazzetta Ufficiale nel 2013, in Italia la misura è gestita attraverso misure per cui entro 4 mesi dall’inizio dello stato di disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale, ai giovani under 30 sia garantita un’offerta valida, in termini di qualità, di
– lavoro
– proseguimento degli studi
– apprendistato
– tirocinio

Le misure specifiche previste dal programma sono
– accoglienza
– orientamento
– formazione
– accompagnamento al lavoro
– apprendistato
– tirocini
– servizio civile
– sostegno all’autoimprenditorialità
– mobilità professionale all’interno del territorio nazionale o in Paesi dell’Unione europea
– bonus occupazionali per le imprese
– formazione a distanza.

Inoltre, sono previsti bonus occupazionali per le nuove assunzioni e incentivi specifici per l’attivazione di tirocini e contratti di apprendistato o la trasformazione di un tirocinio in contratto di lavoro; inoltre strumenti di accesso al credito sono messi a disposizione dei giovani per favorire l’autoimprenditorialità e l’autoimpiego. Per accedere a questi strumenti le aziende rispondono ad avvisi pubblici e bandi regionali, nei quali sono indicate le modalità di partecipazione e i prerequisiti per beneficiare delle agevolazioni.
Per usufruire delle agevolazioni previste dal Programma è necessario che l’azienda attivi una delle misure incentivate, a favore di un giovane Neet, tra i 15 e i 29 anni, che ha aderito all’iniziativa Garanzia Giovani e sostenuto il primo colloquio di orientamento presso uno dei Servizi per l’impiego o degli enti accreditati.

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FSE Fondo sociale europeo

Fse, acronomico di Fondo sociale europeo, è il principale strumento di investimento per le risorse umane inserito fra i fondi strutturali e di investimento dell’Unione europea.
Gli obiettivi del Fse sono quelli di
fse fondo sociale europeo– accrescere le opportunità di occupazione
– promuovere lo sviluppo dell’istruzione
aiutare i soggetti più vulnerabili e a rischio di povertà
Pur essendo la fonte l’Unione europea, i finanziamenti, per il loro utilizzo, fanno capo a Programmi operativi elaborati e gestiti dalle autorità di gestione nazionali e/o regionali (rispettivamente Pon e Por), per realizzare progetti affidati a operatori, organismi o imprese, pubblici o privati, chiamati “beneficiari”. Questi ultimi sono individuati dalle autorità di gestione tramite procedure pubbliche. Le autorità di gestione possono essere nazionali oppure regionali.
I destinatari dei progetti Fse sono le persone che ne usufruiscono, ad esempio tramite la partecipazione ad un corso di formazione o programmi di inserimento nel mondo del lavoro. Anche le organizzazioni e le aziende possono essere destinatari del Fse, ad esempio per organizzare corsi di formazione per i propri lavoratori o ottenere un supporto per la gestione di nuove prassi operative da introdurre all’interno dell’azienda.
L’Italia utilizza i finanziamenti del Fse in particolare per
– incrementare le opportunità lavorative dei giovani
– aiutare i gruppi svantaggiati
– accrescere le competenze della forza lavoro
– potenziare i sistemi nazionali di istruzione e formazione
– migliorare le capacità amministrative

Sul territorio nazionale italiano, la gran parte delle risorse Fse sono gestite dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano attraverso Programmi operativi denominati POR. Soltanto in quantità limitata sono gestiti da Enti nazionali, corrispondenti a Programmi operativi nazionali denominati PON.
In particolare, per il quinquennio 2014-2020, in Italia il Fse cofinanzia:
21 Programmi operativi regionali (Por), uno per ciascuna Regione e Provincia autonoma:
Abruzzo , Basilicata, Calabria, Campania , Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio , Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Puglia, Sardegna , Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta , Veneto.
8 Programmi operativi nazionali (Pon) di cui
2 sono gestiti dall’Anpal:
Pon Iniziativa Occupazione Giovani
Pon Sistemi di politiche attive dell’occupazione
e gli altri 6 (che, eccetto il Pon Inclusione, sono tutti plurifondo, quindi cofinanziati dal Fse e dal Fesr – Fondo europeo per lo sviluppo regionale), sono gestiti da altre Amministrazioni e sono:
PON Inclusione
PON Città Metropolitane
PON Legalità
PON per la Scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento
PON Ricerca e Innovazione
PON Governance e Capacità istituzionale

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